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UN PENSIERO SULLA FOTOGRAFIA

LA FOTOGRAFIA COME NECESSITA’, LA FOTOGRAFIA CHE NON SI RACCHIUDA IN UN GENERE, LA FOTOGRAFIA CHE INCONTRA L’ARTE, LA MUSICA, LA GENTE, I LUOGHI, LA FOTOGRAFIA IN BIANCO E NERO, LA FOTOGRAFIA A COLORI, LA PELLICOLA, IL DIGITALE, LA MESSA IN SCENA, LA FOTOGRAFIA ISTANTANEA, PERCHE’ PER ME LA FOTOGRAFIA E’ LA “FOTOGRAFIA”. LA FOTOGRAFIA COME SPECCHIO DI UN’ESISTENZA, MAI IMMOBILE ED IN CONTINUA EVOLUZIONE, CHE NON PUO’ E NON DEVE ESSERE CIRCOSCRITTA AD UN GENERE ED UNA TECNICA. PERCHE’ QUESTO? PERCHE’ QUANDO PREMIAMO QUEL FAMOSO “CLIC”, TUTTI NOI METTIAMO DENTRO NOI STESSI, IL NOSTRO PASSATO, IL NOSTRO PRESENTE, LE SPERANZE PER IL NOSTRO FUTURO, E DI CONSEGUENZA SCEGLIEREMO UN DETERMINATO FORMATO, UN DETERMINATO CONTRASTO, DETERMINATE GEOMETRIE, LUOGHI O GENTE DIFFERENTE A SECONDA DEL MOMENTO. PERCHE’ SE CI SOFFERMIAMO SOLO SU UN FATTORE ESTETICO, CHE HA COMUNQUE LA SUA GRANDE IMPORTANZA, LA FOTOGRAFIA SARA’ UN RETTANGOLO VUOTO. E RINCHIUDERSI IN UNA CATEGORIA O STILE E’ COME AFFERMARE CHE LA NOSTRA COSCIENZA DELLA VITA E’ IMMUTABILE E COSTANTE. SFORZANDOCI DI RIENTRARE IN UNO STILE E GENERE, NONOSTANTE I CAMBIAMENTI CHE LA NOSTRA COSCIENZA SPESSO SUBISCE, RENDERA’ LE NOSTRE IMMAGINI STERILI E FALSE, NONOSTANTE POSSANO ESTETICAMENTE ENTUSIASMARCI. E A CHI CREDE CHE LA FOTOGRAFIA CON L’AVVENTO DEL DIGITALE E’ MORTA, IO GLI RISPONDO CHE E’ PIU’ VIVA CHE MAI, ANZI CHE LA FOTOGRAFIA NON HA MAI AVUTO TANTA VITALITA’ COME AD OGGI. SONO ASSOLUTAMENTE CONVINTO CHE LA FOTOGRAFIA AMATORIALE STIA RAGGIUNGENDO LIVELLI CHE SONO PARAGONABILI AL PROFESSIONISMO DI 20 ANNI FA E QUESTO FORSE FA TANTA PAURA A CHI HA POTUTO VIVERE DI UNA FOTOGRAFIA MEDIOCRE. LA FOTOGRAFIA E’ MORTA SOLO PER CHI RITIENE CHE ORMAI CON QUESTO MEZZO NON E’ PIU’ FACILE ARRICCHIRSI COME UN TEMPO. SULLA QUESTIONE SE LA FOTOGRAFIA SIA RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTA’, IO RISPONDO DI NO. COSI’ RISPONDE ALDO GILARDI NEL LIBRO “MEGLIO LADRO CHE FOTOGRAFO”: CAPII FINO AD ALLORA UNA COSA BELLA E TERRIBILE, CHE IL MERITO, IL VANTO E LA GLORIA DELLA FOTOGRAFIA E’ CHE TUTTE LE IMMAGINI, PER MOSTRARE UNA COSA, DEVONO NASCONDERNE UN’ALTRA. LA FOTOGRAFIA E’ INTERPRETAZIONE DI UNA REALTA’ OGGETTIVA, E’ DECIDERE DI FAR RIENTRARE IN QUEL RETTANGOLO UN PEZZO DI MONDO E DI VITA CHE VIENE FERMATO. CREDO CHE PIRANDELLO NEL ROMANZO “UNO, NESSUNO E CENTOMILA” ABBIA BEN RIASSUNTO IN QUESTA FRASE IL SENSO DELLA REALTA’ FOTOGRAFICA: “PERCHE’ BISOGNA CHE SI FERMI UN ATTIMO IN SE’ LA VITA, PER VEDERSI. COME DAVANTI AD UNA MACCHINA FOTOGRAFICA. LEI S’ATTEGGIA. E ATTEGGIARSI E’ COME DIVENTARE STATUA PER UN MOMENTO. LA VITA SI MUOVE DI CONTINUO, E NON PUO’ MAI VERAMENTE VEDERE SE STESSA. VORREI CONTINUARE, MA MI DILUNGHEREI TROPPO E VORREI CONCLUDERE AFFERMANDO CHE “LA FOTOGRAFIA HA LA CAPACITA’ DI RENDERE NELLA SUA FINZIONE IL TRAGICO COME QUALCOSA DI ESTETICAMENTE BELLO”.